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I nemici del cuore: Fumare? No grazie.

Smettere di fumare fa bene al cuore

Le buone ragioni per smettere di fumare

Per smettere di fumare ci vuole (almeno) una buona ragione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ad esempio, ci ricorda che nei Paesi occidentali il fumo è “la prima causa di morte evitabile”.
Inoltre sappiamo che la riduzione dell’aspettativa di vita dei forti fumatori è di circa 10 anni, e che il 50% dei fumatori è destinato ad ammalarsi a causa del fumo. Le patologie del cuore sono tra le malattie fumo-correlate più frequenti: la cardiopatia ischemica, in particolare, è la prima causa di morte tra i fumatori.

 

Gli effetti positivi dell’interruzione del fumo nel tempo

Non è terrorismo psicologico, sono dati di fatto. Così come sono dati di fatto i benefici che si ottengono, nel breve, medio e lungo periodo, smettendo di fumare. Dopo solo 8 ore, ad esempio, comincia ad aumentare il livello di ossigenazione del fisico, mentre la pressione arteriosa imbocca la discesa. Dopo un giorno, i polmoni lavorano meglio, per cui si avrà “più fiato” per qualsiasi attività fisica. Dopo 2 giorni migliorano gusto e olfatto. Dopo qualche settimana il sangue circola meglio, i polmoni funzionano meglio e si riducono le emissioni di catarro e la “tosse del fumatore”, che tende a scomparire del tutto nel giro di 3 mesi, insieme alla mancanza di respiro e alla fatica anche per piccoli sforzi. Il rischio di infarto e patologie tumorali si dimezza dopo 1 anno rispetto a quello di un fumatore e, dopo 10 anni, torna uguale a quello di chi non ha mai fumato.

 

Smettere di fumare è un lavoro di squadra

Le ragioni per smettere di fumare, dunque, non mancano, e l’elenco potrebbe allungarsi ancora. Ma “come” si fa? Non esiste una ricetta universale: ciascuno deve trovare la “sua” via. Un’indicazione che può essere utile a tutti, però, è rivolgersi a un Centro Antifumo.
In queste strutture, in genere, il fumatore è accolto e seguito nel suo percorso da un team  multidisciplinare che coinvolge, ad esempio, competenze pneumologiche e psicologiche, e all’occorrenza specialisti di altre discipline: la cardiologia può essere una di queste. Qualcuno riesce a farcela da solo ma, per combattere il nemico, non è male poter contare su una squadra!

 



Autore: Paolo Tarsia Direttore Pneumologia Dipartimento Medico Polispecialistico Ospedale Niguarda

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