Un nuovo intervento per l’ipertensione arteriosa resistente

Nei giorni scorsi è stato trattato per la prima volta a Niguarda un paziente con ipertensione arteriosa resistente con un’ablazione dell’innervazione simpatica renale.

 

La denervazione renale è una nuova procedura mini-invasiva in grado di ridurre in modo significativo la pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione molto alta e non curabile attraverso i farmaci.

 

Per questi casi, finora, non erano disponibili opzioni terapeutiche alternative. Il trattamento si basa sul legame tra i nervi renali del Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e la pressione sanguigna. I segnali provenienti dal SNS e diretti ai reni aiutano a controllare il flusso sanguigno renale, la ritenzione dei sali e l’attivazione del sistema renina-angiotensina, un meccanismo ormonale di regolazione della pressione.

 

A loro volta, i segnali provenienti dai reni e diretti al Sistema Nervoso Centrale (SNC) attivano meccanismi di regolazione globali, ma possono anche causare una stimolazione eccessiva, che provoca ipertensione arteriosa.

 

La denervazione renale consiste nel disattivare in modo selettivo parte delle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti esterne delle arterie renali, determinando una duratura riduzione della pressione sanguigna. “La denervazione renale rappresenta un’opzione innovativa e sicura per il trattamento dell’ipertensione refrattaria alla terapia farmacologica tradizionale – spiega Cristina Giannattasio, Direttore della Cardiologia 4 – La procedura, che ha coinvolto le équipe della Radiologia interventistica, Emodinamica, Rianimazione 3, Cardiologia 4 insieme agli specialisti del Dipartimento Medico, è relativamente semplice. Si ricorre ad un catetere per ablazione che dall’arteria femorale arriva fino alle arterie renali; una volta che il dispositivo giunge a destinazione, dal catetere viene erogata energia a radiofrequenza a bassa potenza, finalizzata a disattivare le terminazioni del nervo simpatico, senza ledere il vaso”.

 

Si parla di ipertensione arteriosa, in presenza di valori costanti della pressione oltre i 140/90 mmHg: i danni provocati da questa patologia coinvolgono soprattutto gli organi più sensibili ad elevati valori di pressione, ovvero cuore, rene e cervello.



05/09/2013