Cuore, i benefici delle verdure crucifere

Portiamo in tavola le verdure invernali che aiutano la prevenzione.

 

Verdure invernali per il cuore

 

Broccoli, cavoli, verze & Co.

Cavoli e cavoletti di ogni tipo e colore, broccoli, verze, cime di rapa e perfino rucola, crescione e rapanelli fanno tutti parte della stessa famiglia: le cosiddette crucifere (si chiamano comunemente così perché la disposizione delle foglie più superficiali ricorda la forma di una croce) o, in termini botanici, brassicacee.

 

Stiamo parlando di verdure di stagione dell’inverno, che fino a marzo – ma alcune si trovano tutto l’anno – compaiono in quantità nelle botteghe ortolane, nei reparti di ortofrutta della grande distribuzione e sulle bancarelle dei mercati alimentari.

 

Crucifere, alleate del cuore versatili in cucina

Da un lato, poche calorie e una grande capacità di saziare la fame; dall’altro, molte fibre e nutrienti preziosi: le crucifere sono un ottimo alleato per il cuore. Ecco perché vale la pena di inserirle nell’alimentazione di stagione.

 

Ricordiamo, quindi, di metterle nel carrello quando facciamo la spesa, tanto più che averle a disposizione è una comodità, perché si possono preparare in molti modi e consumare sia crude sia cotte. Duttili, colorati e buoni, questi ortaggi sono perfetti tanto per condire la pasta quanto per trasformarsi in vellutate e creme, o per accompagnare – crude o semplicemente lessate e condite con un filo d’olio evo – una pietanza.

 

La vitamina K

Il ruolo delle crucifere nella prevenzione delle malattie cardiovascolari è conosciuto da tempo.

 

La vitamina C protegge in modo naturale l’endotelio, cioè il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni (ed è utile, in particolare, per la salute del sistema cardiovascolare delle persone anno un ruolo chiave con diabete, aterosclerosi e insufficienza cardiaca), l’acido glutammico è un aminoacido che contribuisce notevolmente ad abbassare la pressione del sangue e i sali minerali sono preziosi per diverse funzioni dell’organismo, a partire dal funzionamento del ciclo cellulare. Ma gran parte del merito va alla vitamina K, ben presente in tutte le brassicacee, e alla sua funzione nella coagulazione del sangue. La vitamina K è infatti in grado di inibire il processo di calcificazione arteriosa che rappresenta un fattore di rischio per l’insorgere dell’infarto.

 

Le arterie sane sono elastiche e flessibili: il flusso sanguigno può espandersi con facilità mentre si muove in tutto il corpo. La calcificazione, cioè l'accumulo di calcio nelle arterie, ostacola questo processo: può indurire e rendere meno elastiche le arterie, e rende difficoltosa la penetrazione del flusso sanguigno. In entrambi i casi, si tratta di fattori di rischio rilevanti per la salute cardiovascolare.

 

Vitamina K e farmaci per il cuore: attenzione alle “interferenze”

È però importante precisare che la vitamina K, che è un valido strumento di prevenzione, può interagire negativamente con alcuni farmaci usati nella cura di patologie cardiovascolari, vanificandone gli effetti.

 

In particolare, chi è stato oggetto di un evento cardiovascolare e/o segue una terapia farmacologica anticoagulante dovrebbe verificare con il proprio medico se è opportuno assumere cibi ricchi di vitamina K: questo micronutriente finisce per essere un antagonista dei principi attivi dei medicinali, e l’effetto di questi ultimi farmaci si annulla.

 

25/01/2023
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