18/12/2025

Pressione arteriosa: un misuratore silenzioso del benessere cardiovascolare

Di Andrea Bonelli, Marco Biolcati e Chiara Tognola

Quando si parla di salute cardiovascolare, la “pressione arteriosa” spesso viene ridotta a una coppia di numeri su un monitor. Eppure, quei numeri — e come li gestiamo nella quotidianità — possono essere cruciali nel determinare il rischio di eventi gravi come infarto, ictus o danno d’organo. Negli ultimi anni, grazie alle nuove evidenze scientifiche, le principali società internazionali hanno aggiornato le soglie e le raccomandazioni per la diagnosi e la gestione della pressione arteriosa. L’obiettivo? Agire in anticipo per prevenire in modo più efficace.

Nuove soglie, nuova filosofia: cosa cambia con le linee guida

Secondo le più recenti linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC), non si ragiona più in termini di pressione “normale” o “elevata” come se esistesse un confine rigido tra le due condizioni, ma come una scala continua di rischio. La soglia per definire l’ipertensione clinica resta superiore o uguale a 140/90 mmHg. Viene introdotta la categoria “pressione elevata": pressione arteriosa misurata in ambulatorio con pressione sistolica (la "massima") compresa tra 120–139 mmHg e/o diastolica (la "minima") tra 70–89 mmHg. In precedenza, valori di questo tipo sarebbero stati considerati “border-line”. 

Per la diagnosi e il monitoraggio, sono fortemente raccomandate le misurazioni effettuate fuori dall’ambulatorio. La rilevazione a domicilio o il monitoraggio delle 24 ore (Holter pressorio) aiutano a identificare fenomeni come l’ipertensione mascherata o quella “da camice bianco”, che spesso sfuggono alla normale visita in studio. 

Per i pazienti in terapia farmacologica, il target raccomandato è di raggiungere una pressione sistolica tra 120–129 mmHg (se ben tollerata). 

È opportuno però sottolineare che altre linee guida, come quelle della Società Europea dell’Ipertensione (ESH, 2023), mantengono una classificazione più tradizionale: per queste viene considerata ottimale quando < 120/80 mmHg, normale se compresa tra 120–129/80–84, normale-elevata se tra 130–139/85–89, e vera e propria ipertensione a partire da 140/90 mmHg. 

In sintesi, nonostante esistano alcune differenze tra le linee guida, tutte concordano su un punto fondamentale: mantenere la pressione in un intervallo ottimale riduce il rischio di eventi cardio-cerebro-vascolari.

Perché la pressione influisce tanto sulla qualità di vita

La pressione arteriosa è uno dei più potenti fattori di rischio modificabili per malattie cardiovascolari. Anche valori “borderline” aumentano il rischio nel tempo.

Una pressione troppo elevata per anni, anche solo di poco sopra la norma, può causare danni silenziosi: all’interno dei vasi, al cuore, ai reni, al cervello. Controllare la pressione significa quindi preservare la qualità di vita: meno rischi di eventi acuti, ma anche meno stress, meno farmaci aggiuntivi, e un benessere complessivo migliore — soprattutto con scelte quotidiane consapevoli. 

Alimentazione e buone norme: cosa possiamo fare ogni giorno

La prevenzione parte da noi stessi e non servono grandi investimenti. Ecco alcuni pilastri di stile di vita utili per mantenere la pressione sotto controllo o ridurla: 

  • Alimentazione equilibrata e povera di sale — Ridurre il consumo di sodio (sale da cucina e, soprattutto, sodio nascosto negli alimenti industriali) è uno dei più efficaci interventi non-farmacologici. Allo stesso modo, zuccheri e cibi ultra-processati l’assunzione di alcol dovrebbero essere limitati a favore di frutta, verdura, cibi freschi e semplici ai fini di favorire la salute del sistema cardiovascolare. Un regime alimentare equilibrato, il cui caposaldo è rappresentato dalla dieta mediterranea, può essere un valido alleato nel controllo dei livelli di pressione arteriosa 
  • Aumento del potassio nella dieta — Il potassio, presente in frutta come banane ed agrumi, ma anche in verdure e legumi, aiuta a contrastare gli effetti del sodio. Le nuove linee guida ESC segnalano il potenziale beneficio della supplementazione dietetica di potassio come parte di un approccio globale. 
  • Attività fisica regolare — Attività come camminare, andare in bicicletta, nuotare, o semplicemente abitudini quotidiane attive (es. passeggiata dopo i pasti) mostrano importanti benefici in termini di riduzione dei trend pressori. 
  • Gestione dello stress e del sonno — è noto da anni come stress cronico, sonno scarso ed abitudini “frenetiche” si correlino allo sviluppo di ipertensione. In questo contesto, anche l’eccesso di caffeina (non solo presente nei caffè, ma anche nascosto in molti energy drink o bevande commerciali) che viene assunto nell’arco della giornata può essere cruciale. L’impiego di tecniche di rilassamento, come la respirazione controllata, lo yoga o la meditazione, possono essere degli utili complementi nella gestione della pressione. Una tra le più diffuse è la cosiddetta “device-guided breathing”, in cui gli atti vengono coordinati sulla base di segnali dati da un supporto visivo e sonoro, una tecnica facile e disponibile anche su molte app scaricabili comodamente sul proprio smartphone. Da citare anche le forme di respirazione lenta diaframmatica, il cui il ritmo delle inspirazioni e delle espirazioni viene moderato fino a un massimo di 6 atti al minuto. Queste tecniche, che agirebbero riducendo l’attività simpatica e migliorando la vasodilatazione, quando eseguite con costanza anche per soli 10-15 minuti al giorno sembrerebbero ridurre la pressione di anche 4-6 mmHg, oltre che determinare benefici aggiuntivi come la riduzione dell’ansia, un miglior sonno e un maggiore benessere generale. 
  • Controllo domiciliare della pressione — Misurare la pressione a casa, con un apparecchio validato, può essere semplice ed economico e rappresenta spesso il metodo migliore per monitorare il reale andamento della pressione nella quotidianità, non solo in ambulatorio. Come già visto, questo è l’approccio ultimamente raccomandato linee guida, purché avvenga nel modo corretto: la pressione dovrebbe essere misurata seduti e rilassati, dopo qualche minuto di riposo, con il braccio appoggiato all’altezza del cuore e utilizzando un bracciale di dimensione adeguata né troppo stretto né eccessivamente largo, avendo cura di posizionare correttamente il sensore in corrispondenza dell’incavo del gomito. La misurazione dovrebbe essere ripetuta dopo qualche minuto perché la pressione può oscillare momentaneamente, e una seconda rilevazione aiuta a ottenere un valore più preciso e affidabile. Molto importante è usare strumenti sfigmomanemetrici semi-automatici validati da braccio, infatti nessuno di quelli di polso raggiunge ad oggi gli standard necessari per ottenere misurazioni riproducibili e sicure. 

Le modifiche dello stile di vita rappresentano, secondo le indicazioni attuali, le prime misure da adottare nei pazienti che rientrano nella categoria di “pressione arteriosa elevata”. Dieta, attività fisica, riduzione del sale e del peso e – qualora presente il vizio – smettere di fumare sono la linea di difesa iniziale da considerare ancor prima di intervenire con farmaci. 

Prevenzione: perché misurare la pressione a casa conviene 

Misurarsi la pressione a casa regolarmente — in condizioni calme, con un apparecchio affidabile — è una strategia efficace e a basso costo. 

Le misurazioni effettuate dal medico durante la visita, infatti, possono essere influenzate da “effetto camice bianco”, ovvero quell’ansia che inevitabilmente innalza anche solo temporaneamente la pressione. Le misurazioni domiciliari offrono un quadro più “vero” e realistico. Inoltre, identificare la variabilità giornaliera e serale della pressione è fondamentale per una corretta diagnosi: solo con misurazioni al di fuori dall’ambulatorio è possibile cogliere fenomeni come ipertensione mascherata o alterazioni notturne, molto importanti per la prevenzione del danno d’organo. 

In altre parole, controllare la pressione non è un’azione che si deve limitare alla visita in ambulatorio, ma una semplice azione che, per essere attendibile, richiede almeno inizialmente continuità e costanza. 

Conclusione 

La pressione arteriosa è un potente killer silenzioso perché spesso non si fa individuare decorrendo del tutto asintomatica anche per molti anni. Tenerla sotto controllo, con misurazioni regolari, stile di vita sano, buona alimentazione, attività fisica e attenzione, significa rendere più ogni giorno più robusta la protezione verso il cuore, i vasi, i reni e il cervello. 

Le nuove linee guida ci mostrano la strada: non è corretto aspettare valori “spaventosamente alti” prima di intervenire, ma anche una pressione apparentemente normale-alta è un segnale che merita la corretta attenzione. E il primo passo è proprio nelle nostre mani: una spesa più sana, una passeggiata quotidiana, una misurazione tranquilla a casa, un po’ di attenzione in più allo stress e al riposo. 

Con semplici gesti quotidiani e una maggiore consapevolezza, la prevenzione diventa un vero investimento per il nostro futuro, offrendo al cuore — e quindi all’intero organismo — le condizioni migliori per continuare a funzionare al meglio. 

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