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Anestesia e rianimazione

L'anestesia generale è uno stato di assenza di coscienza, non percezione del dolore e di rilasciamento muscolare diffuso, indotto da più farmaci iniettati endovena e/o inalati (farmaci ipnotico-sedativi, anestestici volatili, analgesici, curari).

L'anestesia locale e locoregionale sono invece stati di perdita di sensibilità, analgesia e talora rilasciamento muscolare in una zona limitata del corpo indotte anch'esse dalla somministrazione di farmaci (anestetici locali, analgesici) senza perdita di coscienza.

Compito dell'anestesista è quello di indurre, di mantenere lo stato di anestesia e di controllare e supportare le varie funzioni dell'organismo, con particolare attenzione alla funzione cardiocircolatoria e a quella respiratoria che nell'anestesia generale, a causa della profonda depressione cerebrale e del rilasciamento muscolare generalizzato, è completamente abolita.

E' luogo comune ritenere che l'anestesia generale sia connessa solo alla chirurgia e che la Rianimazione si occupi unicamente di pazienti critici a causa di emergenze accidentali o complicanze gravi di condizioni patologiche varie.

L'attività delle Unità Operative di Anestesia e Rianimazione facenti parti dei Dipartimenti di Cardiologia-Cardiochirurgia è un esempio evidente che, al contrario, il ruolo della anestesia e rianimazione ha spazi di operatività ben più ampi e complessi.

Infatti, la componente anestesiologica di questi dipartimenti è indispensabile anche per buona parte della attività di elettrofisiologia (impianto di defibrillatori, studi elettrofisiologici) e di emodinamica (coronarografia e angioplastica nei pazienti critici ed emodinamicamente instabili, cateterismo cardiaco in età neonatale e infantile).

Anche per l'attività intensiva e rianimatoria in ambito cardiologico e cardiochirurgico gli anestesisti/rianimatori si prendono cura di quei pazienti cardiopatici, operati e non operati, che vanno incontro a complicanze acute e croniche di varia natura così gravi da metterli a rischio di morte, ma si occupano anche dei pazienti, sottoposti ad intervento cardiochirurgico, nell'immediato decorso postoperatorio.

Pertanto, l'attività di terapia intensiva e rianimazione oltre che a "curare" una complicanza, ha come scopo principale la "prevezione" delle complicanze e di eventi avversi. In un Dipartimento Cardiologico-Cardiochirurgico i singoli operatori, cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti pur esercitando funzioni tecniche differenti, devono avere una base comune di conoscenze scientifiche.

Anche l'anestesia e la rianimazione, di pari passo con l'area cardiologica e cardiochirurgica, hanno espresso importanti miglioramenti, sia in campo tecnico che farmacologico.

Se questo appare meno evidente è perché l'attenzione del paziente e dei suoi cari, è naturalmente puntata sul chirurgo o sul cardiologo, responsabili primi della procedura chirurgica, della procedura diagnostica e della cura a lungo termine. Inoltre, soprattutto per quanto riguarda i pazienti, questi tendono a dimenticare il loro periodo di degenza in unità di cure intensive postoperatorie, momento non certo piacevole ma estremamente importante nel loro percorso terapeutico. I farmaci anestetici e sedativi utilizzati in anestesia e rianimazione hanno spesso, quale effetto diretto, quello di determinare o favorire uno stato di amnesia nel paziente.

Determinanti, in ambito intensivo, gli sviluppi tecnologici nel campo della monitorizzazione. Con le sofisticate apparecchiature di monitoraggio del sistema cardiocircolatorio, respiratorio e di quello metabolico è possibile tenere "sotto controllo" il paziente; la preparazione scientifica e l'esperienza clinica degli operatori è importante, ma a non molto varrebbe senza il supporto della tecnologia. Tecnologia in gran parte gestita e utilizzata anche dallo staff infermieristico che, nelle camere operatorie e nelle unità di cure intensive postoperatorie, in supporto all'anestesista-rianimatore, ha un ruolo insostituibile per preparazione scientifica, psicologica e dedizione ai pazienti e al lavoro.

Gli/le infermieri/e professionali con esperienza di anestesia e rianimazione sono un fondamento per la cura dei pazienti cardiopatici e l'anello di congiunzione fra paziente, tecnologia e anestesista-rianimatore.

Ma l'ambiente altamente tecnologico delle camere operatorie di cardiochirurgia e delle relative unità di cure intensive postoperatorie non può - e non deve - prescindere da una gestione informatizzata e automatizzata del monitoraggio e della cura dei pazienti.

La complessità delle patologie e delle complicanze caratteristiche dei pazienti cardiochirurgici, durante l'intervento e nell'immediato decorso postoperatorio, deve essere gestita come in un sistema produttivo industriale altamente specializzato e sofisticato. Solo in questo modo le risorse umane, medici e infermieri, possono dedicare la maggior parte del loro tempo e della loro attenzione direttamente al paziente, ai suoi bisogni e alla sua cura.

Nel Dipartimento " De Gasperis" questo percorso sentito e compreso è ormai una realtà - fra i primi al mondo e primo in Italia - e, oltre a garantire una indiscussa efficienza, è la premessa obbligata per i futuri miglioramenti.

Autore: Mario Merli