Vaccinarsi contro l’influenza

Influenza e cardiopatie

L’influenza aumenta i rischi legati alle cardiopatie

C’è una relazione tra cardiopatie e influenza? E come quest’ultima può incidere sulla salute del cuore?

 

Diversi studi osservazionali hanno dimostrato che l'influenza incrementa notevolmente i problemi di tipo cardiovascolare, specialmente nelle persone più anziane: non solo il rischio di infarto sestuplica nella settimana dopo l'infezione ma, di fatto, più del 10% delle persone ricoverate per influenza subisce un evento cardiovascolare acuto.

 

Le indagini sul campo hanno inoltre evidenziato che, nei soggetti cardiopatici, la vaccinazione antinfluenzale è associata a una minor frequenza di alcuni eventi cardiaci, e che questa correlazione riguarda in special modo gli individui che hanno subito un evento cardiaco nell’ultimo anno.

 

Evitare l'infezione prevenendola con la vaccinazione è dunque fondamentale per ridurre al minimo i problemi al cuore.

 

Inoltre oggi sappiamo che l'influenza può portare al ricovero in ospedale, e che – dati alla mano – quasi il 20% dei ricoveri per insufficienza cardiaca è dovuto all'influenza. La riduzione del rischio di contrarre l'influenza grazie alla vaccinazione, quindi, riduce anche il rischio di complicazioni ospedaliere.

 

La vaccinazione contro l’influenza è consigliata per i cardiopatici

Abbiamo visto perché è importante, quando arriva l’autunno, sottoporsi al vaccino antinfluenzale: un’indicazione che vale per tutti i cardiopatici e, a maggior ragione, per quelli più anziani.

 

Non a caso, tra i gruppi di popolazione considerati a rischio, in Italia la vaccinazione è fortemente consigliata (e gratuita):

  • dai 6 mesi di età in su, per i soggetti affetti da malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
  • per i soggetti dai 60 anni in su (fino allo scorso anno erano 65).

 

Vaccino antinfluenzale e vaccino anti Covid-19

Il Covid-19 e l'influenza sono due malattie differenti: il vaccino anti Covid-19 non protegge dall'influenza e il vaccino contro l’influenza non protegge dal Covid.

 

È quindi importante fare entrambi i vaccini. Tanto più che non vi è alcun pericolo nel sottoporsi ai due vaccini “a distanza ravvicinata”: in una nota congiunta dell’ottobre 2021, Ministero della Salute, AIFA e ISS hanno dichiarato esplicitamente che non ci sono controindicazioni alla somministrazione concomitante del vaccino anti SARS-CoV-2 con altri vaccini (ad eccezione di una tipologia, definita “viva attenuata”, che però non è utilizzata in Italia).

 

In pratica, se non ci siamo ancora vaccinati contro il Covid-19 o è arrivato il momento per una delle dosi successive, possiamo recarci dal nostro medico di medicina generale e farci somministrare durante lo stesso appuntamento, uno dopo l’altro, il vaccino anti Covid e quello contro l'influenza.

 

Se queste argomentazioni non ci avessero ancora convinto, infine, teniamo conto del fatto che in questi anni la pandemia ha messo a dura prova il sistema sanitario e ha inciso pesantemente sulle sue risorse. Vaccinarsi contro l’influenza è quindi anche un atto di responsabilità sociale, perché concorre a evitare di sovraccaricare le strutture sanitarie con visite e ricoveri dovuti alle malattie respiratorie e alle relative complicazioni.

 



10/11/2022

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