Grazie di Cuore – Le testimonianze

 

"Dietro gli obiettivi e dietro i risultati ci sono sempre le persone. Voi che sostenete la Fondazione, e noi che la facciamo funzionare. I medici e i professionisti del Dipartimento, e i pazienti che si affidano alle loro cure. Questo è un momento speciale, perché siamo qui tutti insieme."

Benito Benedini

 

 

 

"La partnership tra Dipartimento Cardiotoracovascolare e Fondazione, ormai indissolubile, ci dà fiducia e ci rende responsabili. Ci assegna la responsabilità di fare in modo che la generosità di voi amici e donatori sia indirizzata ogni giorno al bene dei pazienti: il valore principale del nostro lavoro."

Marco Bosio

 

 

 

"Qui arrivano pazienti che in altri ospedali non trovano risposte. Noi li curiamo e facciamo di più: li seguiamo, li tutoriamo, monitoriamo il loro percorso. E la partnership con la Fondazione è preziosa: insieme decidiamo come utilizzare al meglio le risorse per mantenere un livello di diagnostica e di cura elevatissimo."


Cristina Giannattasio

 

 

 

"Nell’antichità si usava dire che la persona guarita era debitrice di un galletto a Esculapio, dio della medicina e delle guarigioni. Io credo che tutti noi medici del Niguarda dobbiamo un galletto alla Fondazione e a tutti coloro che la supportano."


Claudio Francesco Russo

 

 

 

"La cardiologia è fatta di “uomini e macchine”. Ma le macchine sono inutili senza buoni piloti e per continuare a ‘vincere’ bisogna formarne sempre di nuovi. La fondazione ci ha messo a disposizione tecnologie all’avanguardia, e ci ha permesso di far crescere dei giovani in un ambiente di alto livello scientifico e clinico."

Fabrizio Oliva

 

 

 

"In questi 50 anni la Fondazione è cambiata, ma lo ha fatto mantenendo lo spirito e la motivazione delle origini: è un bel modo di cambiare."

Maria Frigerio

 

 

 

"Voi che sostenete il lavoro della Fondazione a fianco del Dipartimento ci rendete orgogliosi. Ci fate entrare nei rating internazionali, ma soprattutto ci permettete di offrire una nuova vita a persone che non avrebbero avuto questa opportunità, e che invece fanno maratone, scalano le montagne o semplicemente vivono, abbracciano i loro figli, hanno un futuro."


Giulio Gallera

 

 

 

"Da ragazzo correvo in bici e sognavo la maglia azzurra. La malattia mi fece chiudere il sogno in un cassetto. Poi ebbi il trapianto e mi rimisi a pedalare: nel 2018 sono arrivato primo assoluto ai Campionati Europei per trapiantati di cuore, il sogno si è avverato. Qualcuno dice che sono un esempio, ma io mi sento solo un uomo che, alla soglia dei 50 anni, ha tanta voglia di vivere."

Ivano Saletti

 

 

 

"Viviamo aggrappati alle nostre certezze, finché il cuore non ci tradisce. Allora siamo in bilico. Dopo il trapianto possiamo dire “Ce l’ho fatta” e ricominciare a vivere. Ogni volta che torno in ospedale sono spaventata, ma è un po’ come tornare a casa mia. E sono felice di trovare persone fantastiche. La vita è un’avventura che continua, e io sono fiduciosa."

Raffaella Cambria

 

 

03/04/2019