Di motori, valvole e cappelli da prete

Quanto ne sappiamo del funzionamento del cuore? Impariamo a conoscerlo a fondo a partire da una componente fondamentale: le valvole.

 

Il cuore, motore del nostro organismo

Quante volte abbiamo sentito dire che il cuore è il motore del nostro corpo? La metafora calza a pennello, a partire dalla funzione del muscolo cardiaco, analoga a quella di una “pompa meccanica”: il cuore spinge continuamente il sangue attraverso i vasi sanguigni e fornisce a tutti gli organi ossigeno e sostanze nutritive indispensabili per vivere.

Ma le similitudini non finiscono qui. Proprio come nel motore della nostra auto, nel cuore le valvole svolgono un compito fondamentale.

 

Le valvole del cuore: a cosa servono

Nei motori, le valvole regolano l’entrata e l’uscita della miscela aria/carburante e assicurano che, durante la combustione, il vano motore resti sigillato.

Nel nostro cuore, le valvole hanno una funzione altrettanto fondamentale: garantiscono che il sangue proceda sempre nella stessa direzione lungo tutto il percorso attraverso le cavità del cuore, evitando che inverta il senso di marcia (fuori di metafora, prevengono il fenomeno noto come reflusso).

 

A regolare il funzionamento delle valvole cardiache è lo stesso flusso sanguigno: la pressione del sangue all’interno del cuore ne attiva le aperture e le chiusure, e le valvole – costituite da membrane sottili e altamente resistenti allo stesso tempo – si aprono e si chiudono a ogni singolo battito cardiaco in modo coordinato.

 




Valvole cardiacheUn motore a quattro valvole

Le valvole cardiache presenti nell’organismo umano sono quattro:

  • la valvola tricuspide, situata tra l’atrio e il ventricolo destro;
  • la valvola mitrale localizzata tra l’atrio e il ventricolo sinistro. La valvola mitrale è detta anche valvola bicuspide;
  • la valvola polmonare, collocata tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare. A dire il vero, si dovrebbe parlare al plurale: la valvola polmonare è a sua volta formata da tre valvole semilunari polmonari;
  • la valvola aortica, posta tra il ventricolo sinistro e l’aorta. Come la polmonare, anche la valvola aortica è costituita da tre valvole semilunari, in questo caso aortiche.

 

Le valvole tricuspide (a destra) e mitrale (a sinistra) sono definite valvole atrioventricolari con riferimento alla loro posizione all’interno del cuore: si collocano infatti tra gli atri (le camere superiori del cuore) e i ventricoli (le camere inferiori del cuore). Le valvole polmonare e aortica, a loro volta, sono invece valvole semilunari, con riferimento alla loro composizione.

 

 Valvola mitralica

 

A ogni valvola la sua funzione

Anche se tutte le valvole cardiache concorrono a perseguire lo stesso obiettivo – impedire al sangue di scorrere al contrario –, le valvole atrioventricolari regolano il flusso del sangue all’interno del cuore, mentre le valvole polmonare e aortica controllano l’emissione del sangue dal cuore verso, rispettivamente, la circolazione polmonare e il sistema circolatorio.

 

Problemi di valvole

Torniamo per un attimo alla meccanica. Nei motori a combustione interna, le valvole regolano entrata e uscita della miscela aria/carburante e garantiscono che durante la combustione il vano motore resti sigillato, e ogni volta che un’automobile o una moto è in movimento lo sono anche tutte le sue valvole che, in quanto parti meccaniche, sono sottoposte a una graduale usura.

A grandi linee, per le valvole cardiache vale la stessa cosa. E in entrambi i casi, per fortuna, c’è rimedio.

 

Le malattie delle valvole cardiache

Le malattie delle valvole del cuore possono essere presenti fin dalla nascita – è il caso delle malformazioni congenite – o svilupparsi per molteplici cause nel corso della vita: le malattie valvolari si verificano più frequentemente man mano che avanza l’età.

A proposito di patologie delle valvole cardiache, si parla di:

  • stenosi, quando la valvola si ispessisce e si restringe, per cui non si apre adeguatamente e non riesce a far fluire sangue a sufficienza. Se il sangue fatica a passare dall'atrio al ventricolo, siamo in presenza di stenosi mitralica o di stenosi tricuspidale; se transita con più difficoltà dal ventricolo alla circolazione sistemica o a quella polmonare siamo alle prese, rispettivamente, con stenosi aortica e stenosi polmonare;
  • insufficienza, quando la valvola si dilata, si lacera o, ad esempio, viene danneggiata o distrutta da un'infiammazione: di fatto, la chiusura non è più completa e il sangue rifluisce all'indietro. Se il passaggio a ritroso avviene dal ventricolo all'atrio si tratta di insufficienza mitralica o di insufficienza tricuspidale, mentre si parla di insufficienza aortica nel caso di reflusso dall'aorta al ventricolo sinistro, e di insufficienza polmonare se il sangue scorre a rovescio dall’arteria polmonare al ventricolo destro.

 

Come accorgersi se c’è un problema alle valvole

Tutte le quattro valvole del nostro cuore possono ammalarsi, ma due sono chiamate in causa più spesso delle altre, la valvola aortica e la valvola mitrale. Come facciamo ad accorgerci che “qualcosa non va”?

 

In genere il motore di un’auto manda dei segnali: dal rumore provengono rumori particolari, o ci rendiamo conto che peggiora la potenza del mezzo. E il cuore?

I sintomi dipendono da più fattori, dalla valvola colpita al tipo di patologia, alla sua gravità, ma in diversi casi sono assenti o si presentano quando la patologia ha già guadagnato terreno. Anche per questo è bene tenere sotto controllo il funzionamento del cuore e, in ogni caso, è opportuno prestare attenzione a manifestazioni quali diminuzione della resistenza fisica, affanno, aritmie cardiache, dolori al torace, perdita di coscienza…

 

Cardiopatie valvolari, come curarle

Anche in presenza di patologie valvolari, in alcuni casi si riesce a condurre una vita in buona parte normale anche per un lungo periodo di tempo: resta comunque fondamentale sottoporsi a controlli regolari. Quando invece il danno alle valvole cardiache non consente più di svolgere le normali attività della vita quotidiana senza avvertire disturbi, il trattamento della valvulopatia diventa necessario.

 

A seconda della situazione, alcuni pazienti valvulopatici possono trarre giovamento dalla sola terapia farmacologia, mentre per altri si rende necessario un intervento per dilatare o riparare la valvola cardiaca, o per sostituirla con una artificiale (meccanica o biologica).

 

L’intervento chirurgico a cuore aperto è quello più tradizionale, cioè che vanta l’esperienza più lunga e consolidata, ma oggi procedure meno invasive sono applicabili a molti pazienti. La cardiochirurgia è in grado di effettuare interventi cosiddetti mini-invasivi, cioè effettuati attraverso un'incisione tra le costole, e un’altra procedura sempre più diffusa negli ultimi anni è l’intervento alle valvole cardiache tramite catetere, che non richiede intervento chirurgico.

 

Naturalmente, non tutti i metodi di intervento sono adatti a tutti i pazienti e a tutte le patologie, e i fattori che incidono sulla scelta sono molteplici. Sarà lo specialista, dopo gli opportuni approfondimenti, a discutere con il paziente quale sia l'intervento più appropriato nel caso specifico, rispetto all’obiettivo di migliorare il più possibile la qualità della vita del paziente stesso e di prolungarne la durata.

 

 

Bicuspide - semilunare

 

08/07/2021