Freddo nemico del cuore? Ecco cosa fare

 

Perché il freddo è nemico del cuore?

 

La ragione è semplice. Quando le temperature si abbassano, le arterie coronariche trasportano meno sangue al cuore perché hanno la tendenza a restringersi: per ottenere risultati analoghi a quelli che ottiene a temperature normali, il cuore deve “lavorare di più”. E questo sovraccarico può provocare o acuire disturbi cardiologici, di lieve o più seria entità.

 

Se questo vale soprattutto per le persone che già hanno manifestato problemi di cuore o fattori che potrebbero determinarli, alcune indicazioni relative ai comportamenti da tenere in inverno sono utili per tutti.

 

 

Proteggere il cuore combattendo il freddo

In pratica, si tratta di prendere le distanze da tutti quei fattori che possono provocare un sovraccarico di lavoro per il cuore, a partire dal freddo stesso o combinati con esso.

 

Detto altrimenti, d’inverno, o comunque in condizioni di basse temperature, seguire con sistematicità le consuete indicazioni di prevenzione delle patologie cardiache diventa ancora più importante: mantenere uno stile di vita equilibrato e senza eccessi, adottare un’alimentazione sana e diversificata (ricca di frutta e verdura, con apporto ridotto di grassi, zuccheri, carboidrati e proteine, da affidare, queste ultime, soprattutto a pesce e carni bianche), eliminare il fumo, praticare un esercizio fisico moderato e costante.

 

 

“Se esci, copriti bene”

“Se esci, copriti bene!” è un evergreen dei consigli invernali dispensati in ambito familiare. Ed è molto meno banale di quanto si possa supporre.

 

Privilegiare le ore meno fredde per spostarsi all’aperto e coprirsi adeguatamente con indumenti caldi anche per le parti del corpo che tendiamo a trascurare risponde a una finalità specifica: guanti, sciarpa e cappello non sono semplici accessori, ma proteggono le arterie periferiche, mentre il capo scoperto, al contrario, provoca una dispersione significativa di calore corporeo.

 

 

No alla passeggiata digestiva invernale

Diversamente da quanto vorrebbe la cosiddetta saggezza popolare, d’inverno è assolutamente da evitare la “passeggiatina digestiva”, specie dopo un pasto più abbondante del solito.

 

È vero che, quando arrivano i rigori invernali, il nostro organismo tende ad accumulare peso, perché siamo portati a ingerire alimenti più calorici, a passare più tempo in casa e a essere più sedentari, ma il dopo pranzo è uno dei momento meno indicati della giornata – insieme alle ore più fredde – per cercare di aiutare la digestione con una camminata.

 

Proprio la digestione, infatti, è un processo già di per sé impegnativo per il nostro organismo e in particolare per il cuore, perché implica un aumento dello sforzo cardiaco per far arrivare più sangue a livello gastroenterico: aggiungere un ulteriore sforzo per la passeggiata e, insieme, per contrastare il freddo esterno, ci espone al rischio di problemi cardiologici.

 



21/10/2020