Cardiologia 3 Elettrofisiologia


Le tappe storiche dell’elettrostimolazione:

  • 1889 John Alexander MacWilliam, pioniere dell’elettrofisiologia cardiaca, dopo anni di studi sulla fibrillazione ventricolare pubblica i risultati dei suoi esperimenti, concludendo che l’applicazione di impulsi elettrici è in grado di risolvere dei casi in cui il cuore batte irregolarmente.
  • 1932 Albert Hyman realizza il primo pace maker artificiale e ne dimostra l’efficacia (peso 7 Kg).
  • 1956 Zoll esegue la prima defibrillazione cardiaca transtoracica in un uomo. Successivamente Bernard Lown e l’ingegnere Barouh Berkovitz realizzano il defibrillatore transtoracico a corrente continua.
  • 1958 viene prodotto il primo pace maker esterno con elettrodo transvenoso a frequenza fissa.
  • 1960 inizia la produzione dei primi pace maker impiantabili (peso 145 gr).
  • 1970 arriva il primo pace maker pediatrico (peso 75 gr, volume 50 ml).
  • 1975 Mirowski e J. C. Schuder realizzano un defibrillatore automatico totalmente impiantabile.
  • 1979 nell’ospedale Niguarda, all’interno della Cardiologia, nasce il reparto di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, dove si iniziano ad eseguire i primi impianti pace maker, i primi studi elettrofisiologici e le prime ablazioni.
  • 1980 viene introdotto il pace maker bicamerale, in grado di percepire il battito cardiaco e di stimolare sia l’atrio sia il ventricolo, mediante il posizionamento di cateteri in ciascuna cavità cardiaca. Nello stesso anno in una sala operatoria del John Hopkins Hospital di Baltimora viene impiantato il primo defibrillatore.
  • 1985 all’ospedale Niguarda viene impiantato il primo defibrillatore (ICD) in toracotomia.
  • 1987 viene eseguita la prima ablazione per folgorazione all’ospedale Niguarda.
  • 1990 inizia la riduzione dei volumi dei pace maker (peso 35 gr, volume 20 ml).
  • 1990 nasce il pace maker biventricolare (terapia di resincronizzazione cardiaca, o CRT), strumento per il trattamento dell’insufficienza cardiaca. Rispetto al pacemaker tradizionale, il pacemaker biventricolare è in grado di stimolare l’atrio destro (o comunque di sentire l’eventuale attività atriale spontanea) ed ambedue i ventricoli contemporaneamente, permettendo una contrazione più armonica delle pareti del cuore. Il ventricolo destro viene stimolato attraverso i cateteri endocardici tradizionali, mentre il sinistro tramite un catetere epicardico nel seno coronarico. L’elettrofisiologia dell’ospedale Niguarda diventa in pochi anni punto di riferimento nazionale per l’impianto di dispositivi per la resincronizzazione cardiaca.
  • 1995 inizia l’era dei cosiddetti “pacemaker e defibrillatori intelligenti”: vengono introdotti dei microprocessori programmabili, dispositivi complessi in grado di modificare automaticamente i parametri di stimolazione per ottenere le performance desiderate. I “dispositivi intelligenti” sono dotati di funzioni come la memorizzazione della frequenza cardiaca, degli ECG, il riconoscimento del tipo di fenomeno occorso, e la capacità di erogare terapie specifiche per l’evento osservato. Negli anni ‘90 la Cardiologia 3 dell’ospedale Niguarda diventa un punto di riferimento per lo sviluppo di nuove tecnologie e partner di elezione per tutti i produttori di dispositivi elettromedicali.
  • 2011 viene prodotto il primo pace maker e defibrillatore compatibile con la risonanza magnetica.
  • 2012 nasce il primo PM leadless impiantabile transcatetere (peso 2 gr, volume 1 ml): il dispositivo viene posizionato direttamente all’interno della cavità cardiaca.
  • 2015 inzia una nuova era: si impiantano i primi defibrillatori sottocutanei; la Cardiologia 3 dell’ospedale Niguarda è tra i primi centri ad avere a disposizione questa tecnologia.
Attività Dipartimento Cardiotoracovascolare
A. De Gasperis - 2018

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