Combattere l’obesità per proteggere il cuore

L’approssimarsi dell’Obesity Day del 10 ottobre – la Campagna Nazionale di Sensibilizzazione per la Prevenzione dell'Obesità e del Sovrappeso istituita 21 anni fa dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI – richiama l’attenzione su una patologia che “complica la vita” al cuore.

Obesità e cuore 

Sovrappeso e obesità, conosciamoli meglio

Di che cosa stiamo parlando? Il Ministero della Salute lo spiega con chiarezza: “Il sovrappeso e l’obesità sono condizioni caratterizzate da un aumento della massa corporea dovuta ad uno squilibrio tra energia introdotta e consumata”. Entrambi si misurano in prima battuta attraverso il BMI (Body Mass Index), o Indice di Massa Corporea (IMC), che calcola la percentuale di massa grassa del corpo in relazione all’altezza dell’individuo, e si ottiene dividendo il peso (in Kg) per il quadrato dell’altezza (in metri). L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito che il sovrappeso corrisponde a un IMC che va da 25 fino a 29,99, e l’obesità a un IMC uguale o superiore a 30.

 

I rischi del sovrappeso e dell’obesità per il cuore

Sempre il Ministero della Salute ci ricorda che sovrappeso e obesità “sono correlate ad una maggiore incidenza di malattie come […] diabete, ipertensione, patologie cardiache […]”.

In particolare, l’obesità è una delle principali cause di malattie cardiovascolari: malattia coronarica, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, aritmie ventricolari e morte improvvisa. Uno dei principali studi di riferimento per la cardiologia internazionale, noto come Framingham Heart Study*, ha dimostrato che ogni punto di aumento dell'indice di massa corporea aumenta il rischio di sviluppare un'insufficienza cardiaca del 5% negli uomini e del 7% nelle donne. E l’obesità aumenta il carico di lavoro cardiaco e compromette la funzione sistolica e diastolica del cuore.

 

Sovrappeso e obesità: la situazione in Italia

I dati aggiornati al 2019 del cosiddetto Sistema di sorveglianza PASSI (che raccoglie informazioni sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili nella popolazione italiana adulta), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, mostrano che oltre 4 adulti (tra 18 e 69 anni) su 10 sono in sovrappeso e oltre 1 adulto su 10 è obeso. L’essere in eccesso di peso è una caratteristica più frequente al crescere dell’età, fra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione.

 

Ministero della Salute, “una condizione ampiamente prevenibile”

Nella maggior parte dei casi, sovrappeso e obesità sono causati da stili di vita non corretti e non salutari, e in particolare da abitudini alimentari sbagliate e dalla sedentarietà: “da una parte”, specifica il Ministero della Salute, “un’alimentazione scorretta ipercalorica, e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica”. E conclude con una considerazione inoppugnabile: l’obesità è “una condizione ampiamente prevenibile”. Comportiamoci di conseguenza.




* Framingham Heart Study

Iniziato nel 1948 sotto la direzione del National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI) degli Stati Uniti, il Framingham Heart Study è un’indagine epidemiologica volta a identificare i fattori comuni o caratteristiche che contribuiscono alle malattie cardiovascolari (CVD), monitorando migliaia di persone – uomini e donne dai 30 ai 60 anni, volontari – colpite da patologie coronariche.

I dati raccolti dallo studio hanno permesso di realizzare oltre mille pubblicazioni scientifiche.

Il Framingham Heart Study, del quale sono tuttora in corso alcune parti, prende il nome dalla città del New England nel quale è condotto lo studio.

 

01/10/2021