COVID-19, le lezioni per il cuore

Fino a quando parleremo ancora di Covid? Proprio perché la pandemia continua a far parte della quotidianità, teniamo a condividere una riflessione sul futuro proposta dal Gruppo di lavoro sul Covid-19 di Niguarda: un team interdisciplinare attivato dall’Ospedale al manifestarsi della pandemia per far tesoro – dal punto di vista medico-scientifico, della ricerca e organizzativo – degli insegnamenti che sarebbero derivati dall’affrontare una patologia prima sconosciuta.

 

Il testo è parte integrante dell’articolo Covid and Cardiovascular Diseases: Direct and Indirect Damages and Future Perspective, pubblicato sulla rivista scientifica “High Blood Pressure & Cardiovascular Prevention”1.

 

COVID - Lezioni per cuore 

SARS-CoV-2, dalle difficoltà alle prospettive

“L’anno successivo allo scoppio della SARS-CoV-2, con la conseguente emergenza sanitaria senza precedenti, è stato un periodo molto difficile per i sistemi sanitari, per gli operatori sanitari e soprattutto per i pazienti.

 

Le difficoltà affrontate devono essere trasformate in lezioni positive e prospettive per il futuro per l’intero sistema sanitario e, in particolare, per la malattia cardiovascolare”.

 

Il valore della prevenzione primaria e secondaria

“La pandemia di SARS-CoV2 ha sconvolto i sistemi sanitari di tutto il mondo, evidenziando molte sfide che abbiamo affrontato. Un esempio potrebbe essere la prevenzione (in generale e nel campo cardiovascolare) che è stata troppo spesso dimenticata e colpita dai tagli economici, nonostante sia una pietra miliare nel raggiungimento dell’obiettivo di avere una popolazione sana.

 

Maggiori investimenti nella prevenzione primaria potrebbero ridurre il numero di pazienti “vulnerabili”, spesso anziani fragili con molteplici malattie croniche, e ridurre la quota di popolazione a maggior rischio di mortalità in una malattia pandemica emergente come la COVID-19.

 

Oltre alla prevenzione primaria, volta a prevenire l’insorgenza della malattia, la pandemia di SARS-CoV2 ha reso ancor più necessario investire nella prevenzione secondaria, volta a proteggere i pazienti che hanno già sperimentato un evento cardiovascolare.

 

In questo senso, il potenziamento della rete extra-ospedaliera di medici di base, infermieri, assistenti sanitari e farmacie permetterebbe non solo una migliore gestione della prevenzione secondaria e della fragilità, ma anche una maggiore attenzione alla prevenzione delle malattie croniche e una minore necessità di accesso all’ospedale”.

 

L’importanza della telemedicina

“L’importanza della telemedicina è stata poi riscoperta come strumento fondamentale durante la pandemia per mantenere una “distanza di sicurezza” senza rinunciare a visite e controlli sanitari.

 

Le tecnologie informatiche sono sempre più raffinate e potrebbero rappresentare in futuro uno strumento essenziale per la gestione della terapia a distanza, la compilazione di piani terapeutici e la trasmissione di parametri vitali raccolti direttamente dal paziente.

 

Inoltre durante la pandemia la corretta comunicazione delle informazioni ha giocato un ruolo fondamentale. La diffusione massiccia delle informazioni, attraverso la televisione, i giornali e, in particolare, i social media è diventata uno strumento di educazione sanitaria, e questi mezzi dovrebbero essere utilizzati in futuro per aumentare l’adesione alle vaccinazioni e agli screening di massa, ma anche alla prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari”.

 

La fiducia nelle vaccinazioni

“L’ultima lezione che COVID-19 potrebbe lasciarci riguarda le vaccinazioni. Le vaccinazioni contro la SARS-CoV2 rappresentano in questo momento l’unico modo per superare l’attuale pandemia. La nostra speranza è che questa malattia lasci nella popolazione una maggiore fiducia nelle vaccinazioni, una strategia fondamentale di prevenzione primaria, anche nei pazienti cardiovascolari”.

 

 

 

1. L’articolo Covid and Cardiovascular Diseases: Direct and Indirect Damages and Future Perspective, pubblicato sulla rivista scientifica “High Blood Pressure & Cardiovascular Prevention” nel 2021, è stato curato da Giacomo Ruzzenenti, Alessandro Maloberti, Valentina Giani, Marco Biolcati, Filippo Leidi, Massimiliano Monticelli, Enzo Grasso, Iside Cartella, Matteo Palazzini, Laura Garatti, Nicola Ughi, Claudio Rossetti, Oscar Massimiliano Epis e Cristina Giannattasio per conto del Gruppo di lavoro sul Covid-19 di Niguarda.



12/02/2022

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