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Attività fisica, non solo: L’attività motoria contro i nemici del cuore

Attività motoria e cuore

L’attività motoria per la prevenzione primaria e secondaria

Il “buono” dell’attività motoria è che il cuore ne beneficia su più fronti: praticato regolarmente con frequenza e intensità adeguate, l’esercizio fisico può intervenire in modo favorevole su diversi fattori
di rischio cardiovascolare. Se da un lato è utile per prevenire l’insorgere delle malattie cardiovascolari (prevenzione primaria), quindi, è anche una componente della prevenzione secondaria.

 

Ipertensione, glicemia e colesterolemia più basse con l’esercizio fisico

Un esercizio fisico regolare agisce sulla pressione arteriosa, ad esempio, abbassando i livelli sia della “minima”, sia della “massima” (e riduce anche la frequenza cardiaca). Sul fronte del diabete e della
glicemia, l’attività motoria combinata con un’alimentazione adeguata aiuta a ridurre il livello glicemico nel sangue e a stabilizzare la curva glicemica circadiana. Inoltre l’esercizio fisico, pur abbassando di poco la colesterolemia totale, è in grado di ribilanciare in modo favorevole le diverse componenti del colesterolo: insieme alla sospensione del fumo, è uno dei pochissimi interventi che consentono di incrementare l’HDL, il cosiddetto colesterolo buono.

 

Gli altri benefici dell’attività motoria per la salute del cuore

L’attività fisica motoria comporta anche altri benefici per la salute del cuore. Nei percorsi volti a perdere peso, aiuta a “dimagrire bene”, facendo in modo che la perdita di peso coinvolga la massa grassa preservando la massa magra, cioè i muscoli. Nel sangue, concorre a migliorare il bilanciamento tra i fattori pro e anti coagulanti. E ha un effetto antidepressivo sul tono dell’umore, importante sia rispetto al rischio cardiovascolare, sia per il benessere complessivo del paziente
durante i trattamenti delle patologie cardiache.


Esercizio fisico, le indicazioni della Società Europea di Cardiologia

Come qualunque trattamento, l’attività motoria deve seguire alcune “istruzioni per l’uso” e va  commisurata al grado di allenamento di chi la pratica. In genere, a chi parte da zero si consiglia di iniziare con un’attività di tipo lieve per poi passare a un’attività moderata, cioè tale da procurare un lieve senso di affanno secondario alla sollecitazione dell’apparato cardiocircolatorio. Le linee guida sulla prevenzione cardiovascolare della Società Europea di Cardiologia suggeriscono di norma tra le 2 e 3 ore/settimana di esercizio fisico di entità moderata, preferibilmente in blocchi di almeno 30 minuti ciascuno.

 



Autore: Salvatore Riccobono

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