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Assistenza respiratoria extracorporea

Il 9 aprile scorso, nell’ambito di una collaborazione fra Centro “A. De Gasperis” e Chirurgia Cardio-Toracica del Toronto General Hospital (TGH, Ontario, Canada), Stephen Harwood, coordinatore del programma di Assistenza Meccanica al Circolo, ha tenuto una lezione sui “Dispositivi Extracorporei per Assistenza Respiratoria” presso l’Aula Bolchi del Centro “A. De Gasperis”.

L’incontro è stato coordinato dal Dott. Stefano Pelenghi che ha recentemente completato una “fellowship” di un anno presso il TGH ed dal Dott. Roberto Paino, Direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Terapia Intensiva per la Chirurgia Cardiaca e Toracica del Centro “A.De Gasperis”. Il tema è stato quello della assistenza respiratoria non convenzionale per quei gravi stati di insufficienza respiratoria acuta non trattabili esclusivamente con il respiratore meccanico.

È questo un tema di grande attualità non solo per il Centro De Gasperis, ma anche per tutta la medicina intensiva a causa dell’impatto che alcune forme di grave insufficienza respiratoria acuta perioperatoria possono avere su pazienti sottoposti a particolari interventi chirurgici, come il trapianto di polmone. Si tratta di una particolare attività ultraspecialistica che vede impegnati chirurghi, tecnici perfusionisti, ma soprattutto gli anestesisti-rianimatori che sono chiamati a trattare pazienti estremamente complessi per la compromissione delle loro funzioni vitali, ma anche l’interazione “macchina/paziente” che impone un’attenzione particolarmente dedicata e continua.

Il Centro “A. De Gasperis” non è nuovo a questo tipo di attività poiché, già sotto la guida del Prof. Cattani nei primi anni ‘90, queste metodiche sono state utilizzate con successo. Si tratta di attuare un trattamento intensivo che consenta l’aereazione dei polmoni del paziente con grave compromissione della funzione respiratoria senza ulteriormente danneggiarli con la ventilazione meccanica prolungata.

Infatti la deviazione del sangue venoso del paziente attraverso un circuito extracorporeo consente una più efficace rimozione della anidride carbonica e una notevole riduzione dell’impatto meccanico del respiratore sui polmoni già indeboliti per tutta la durata del trattamento creando i presupposti di una guarigione dal danno polmonare acuto.

L’incontro con Stephen Harwood è servito per un confronto con un Centro di fama internazionale quale il Toronto General Hospital dove sia il trapianto polmonare che l’assistenza respiratoria extracorporea sono attività svolte ad un livello di qualità e di successo primi al mondo.

Autore: Dott. Roberto Paino