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Grazie di Cuore 1968-2018 – Sintesi dell'evento

Orgoglio, appartenenza, festa. È un’atmosfera di amicizia quella che si respira all’evento Grazie di cuore 1968-2018 organizzato dalla Fondazione A. Gasperis il 20 marzo: un momento per incontrare e far incontrare medici, pazienti, benefattori e istituzioni in occasione della celebrazione di 50 anni di impegno della Fondazione a fianco di quello che oggi è il Dipartimento Cardiovascolare dell'Ospedale di Niguarda.

 

 

A dare il benvenuto ai partecipanti e salutare le autorità e rappresentanti delle Forze dell’Ordine è Benito Benedini, presidente della Fondazione. Le parole più commosse sono quelle che rivolge al professor Fausto Rovelli e ai figli del professor Angelo De Gasperis: i due fondatori di quello che sarà "in nuce" il Dipartimento Cardiotoracovascolare, maestri indiscussi di generazioni di cardiologi e cardiochirurghi.

Benedini richiama le origini della Fondazione, ne ripercorre le linee di azione e ne ricorda gli interventi principali. “Un impegno concreto”, sottolinea, “reso possibile dalla generosità di amici e benefattori”: grazie a loro, solo negli ultimi 10 anni la Fondazione ha potuto raccogliere e impiegare a favore del Dipartimento 4 milioni di euro.

 

 

Il primo obiettivo della Fondazione per il 2019, evidenzia il presidente, è “coltivare eccellenze per una gestione efficace del ricambio generazionale da parte del Dipartimento e, più in generale, della cardiologia italiana”. Grazie al sostegno economico della Fondazione aumenterà, quindi, il numero dei giovani medici che potranno formarsi all’interno del Dipartimento.

 

 

È Marco Bosio, da gennaio 2019 direttore generale dell'ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, a portare il saluto della struttura milanese e ricordare come il Dipartimento Cardiotoracovascolare rappresenti una delle eccellenza che fanno di Niguarda un punto di riferimento per la sanità italiana, riconosciuto anche a livello internazionale. “Il suo carattere distintivo”, sottolinea Bosio, “è quella cultura della multidisciplinarietà che permette di affrontare casi particolarmente complessi ai quali altre strutture, pur qualificate, non sono in grado di rispondere. Un approccio che è ormai nel nostro Dna, e che il costante sostegno della Fondazione ci consente di sviluppare e diffondere”.

 

Cristina Giannattasio, direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare, illustra il modo in cui il Dipartimento valorizza a beneficio dei pazienti il supporto fornito dalla Fondazione negli ultimi anni. “Un supporto”, precisa Giannattasio, “che interessa la ricerca e la formazione, la prevenzione delle malattie e la cura della salute, la diagnostica e la riabilitazione dei pazienti”. E cita alcuni casi esemplari: la donazione dell’apparecchiatura per la risonanza magnetica avvenuta nel 2015, quando “questa strumentazione mise ancora una volta il Dipartimento all’avanguardia della cardiologia nazionale”; il progetto di cardiochirurgia pediatria indirizzato ai bambini dei Paesi in via di sviluppo; l’opportunità di organizzare eventi di richiamo internazionale come l’International Perioperative Tee Symposium.

 

 

Claudio Francesco Russo, direttore della Cardiochirurgia, annuncia con legittimo orgoglio l’ennesimo successo di Niguarda in ambito cardiochirurgico: proprio nella stessa data dell’evento, il 20 marzo, il Dipartimento ha realizzato in una sola giornata due trapianti cardiaci e l’impianto di un cuore artificiale. “Già nel 2015 l’ospedale aveva superato la soglia dei mille trapianti di cuore, e anche nel 2018 si è confermato la struttura italiana con il maggior numero di questo tipo di interventi”. Risultati, sottolinea Russo, per i quali è stato ed è fondamentale l’apporto della Fondazione, in termini sia di formazione dei giovani medici, sia di dotazione di strumentazioni innovative.

 

Fabrizio Oliva, Che rappresenta la Cardiologia 1, spiega come proprio la complementarietà tra “uomini e macchine” abbia permesso alla cardiologia e alla cardiochirurgia di fare passi da gigante. “Negli ultimi decenni Il miglioramento della tecnologia, insieme a quello delle conoscenze dei professionisti, ha consentito una riduzione della mortalità che non è stata ottenuta da nessun’altra branca della medicina. Ma in Italia”, precisa, “la mortalità cardiovascolare occupa ancora uno spazio nettamente maggiore rispetto alle altre patologie”. Da qui, il suo ‘grazie di cuore’ alla Fondazione, per il supporto strumentale e, soprattutto, per l’impegno rivolto alla crescita professionale di generazioni di giovani medici.

 

 

Maria Frigerio, direttore della Cardiologia 2, richiama a sua volta l’attenzione sul tema chiave delle donazioni, di cuore e di organi in generale. “In una distribuzione dei donatori non uniforme a livello nazionale”, fa presente, “la Lombardia si colloca leggermente sopra la media, ma potremmo fare di più”. E auspica un impegno più intenso delle organizzazioni sanitarie, delle amministrazioni locali e del sistema dei media nella sensibilizzazione dei cittadini. Frigerio invita quindi sul palco due ‘amici del Dipartimento e della Fondazione’, perché tutti possano ascoltare le loro testimonianze: esperienze, emozioni, fiato sospeso, momenti difficili, piccoli e grandi successi, vita vissuta

 

 

Due storie molto diverse, quelle di Ivano Saletti e Raffaella Cambria: in comune, l’aver avuto bisogno di un nuovo cuore, l’aver incontrato sulla propria strada i professionisti del Dipartimento Cardiotoracovascolare e, grazie a loro, l’aver “ricominciato a vivere”.

La vita dopo il trapianto, Luigi l’ha passata in sella a una bicicletta, la sua passione di sempre; ed è arrivato a compiere imprese sportive eccezionali, indossando e portando più volte sul podio la maglia della nazionale.

Raffaella, invece, ha scelto una professione dedicata agli altri – oggi è vice direttore della fisica sanitaria dell’Istituto Europeo di Oncologia – e, tiene a sottolineare, è mamma di una ragazza che ha ormai diciott’anni.

 

Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, sottolinea la vicinanza della Regione Lombardia alla Fondazione A. De Gasperis, “capofila di momenti importanti di formazione e approfondimento in ambito cardiologico”, e riconosce alla partnership Dipartimento-Fondazione “un ruolo di punto di riferimento anche a livello internazionale”. Gallera accenna a un episodio personale, che lo ha visto seguire da vicino la vicenda clinica di una persona che si è affidata al Niguarda per un trapianto di cuore. “Ho rassicurato i suoi familiari e li ho spinti a essere fiduciosi”, ha detto, “proprio perché sapevo che il paziente era nelle migliori mani possibili”.

 

A conclusione degli interventi, il presidente Benito Benedini rivolge al pubblico un invito. “Abbiamo pensato di consegnarvi un piccolo dono perché questo incontro vi resti nel cuore, una maglietta, colorata con il nostro messaggio: indossatela con orgoglio e con amore”.

 

Al termine dell’evento, una brevissima cerimonia di ringraziamento: Benedini, Bosio e Gallera consegnano una pergamena, testimonianza simbolica del “Grazie di cuore” della Fondazione, a una piccola rappresentanza dei tanti amici e sostenitori che in questi anni l’hanno accompagnata nel suo percorso a fianco del Dipartimento.

 

 

03/04/2019