L'approccio integrato e multidisciplinare alla terapia con i DOACs per la gestione ottimale del paziente

Milano, 23 Marzo 2018

L’impiego della terapia anticoagulante è molto diffuso e consolidato nella pratica clinica, essendo indicato in diverse condizioni patologiche.


Dopo decenni nei quali il trattamento è stato rappresentato solo da eparine e antagonisti della vitamina K l’avvento dei NOAC (Nuovi Anticoagulanti Orali) ha rappresentato una novità terapeutica rilevante, in ambito cardiovascolare e non. Oltre ad avere un profilo di efficacia e sicurezza almeno pari agli anticoagulanti  tradizionali, questi ormai non più nuovi farmaci, semplificano notevolmente la gestione della terapia. Il loro effetto, infatti, è rapido, prevedibile, non è influenzato dal cibo e può essere modificato da un numero limitato di farmaci.


La provata efficacia e i vantaggi dei NOAC ne hanno determinato un utilizzo via via più consistente nelle condizioni dove questo è indicato. Il loro uso vieppiù diffuso, ma d’altra parte l’esperienza ancora breve, rendono necessaria la ripresa e l’approfondimento multidisciplinare dei loro effetti e delle modalità di utilizzo nelle condizioni cliniche differenti che saranno oggetto di questo incontro.

 

 

Leggi i contributi di

- Dott. S. Riccobono: Il paziente anziano, "fragile", fibrillante e polipatologico

- Dott. S. Pastori: Il monitoraggio dei Doacs in condizioni di emergenza

- Dott. G. Mostarda: Il Centro TAO: problematiche ematologiche connesse ai DOACs

- Dott. A. Maloberti: Il paziente anziano, fragile, fibrillante e polipatologico - Il ruolo dei DOACS

- Dott.  A. Corsini e N. Ferri: I 'non più nuovi' anticoagulanti orali: i DOAC

 

05/01/2019

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