50° Trapianto di cuore

Numerose stelle brillano nel firmamento della storia dell’uomo, rappresentate da date e persone che hanno lasciato una traccia indelebile nella mente di tutti. Basti pensare al primo uomo che nel 1961 ha avuto il coraggio di eseguire la prima passeggiata nello spazio: Jurij Gagarin. O a Neil Amstrong, che nel 1969 ha compiuto “un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità”.

 

Altrettanto importanti e significativi sono stati i progressi che ha conosciuto la medicina e la chirurgia, in particolare l’introduzione del concetto di “trapianto”: il sostituire organi malati e ormai non più funzionanti con organi sani e vigorosi.

 

In questo scenario, la cardiochirurgia si identifica come una delle specialità più giovani, se paragonate ad altre chirurgie, ma che negli ultimi 60 anni ha conosciuto progressi quasi impensabili. Proprio in questo senso uno dei risultati più significativi, storicamente e scientificamente, avvenne 50 anni fa esatti, ponendo le basi per poter dare una possibilità di cura a chi, fino ad allora, non poteva ricevere terapie né mediche né chirurgiche per la propria patologia cardiaca terminale.

 

Infatti, il 3 dicembre 1967 a Città del Capo, in Sudafrica, fu compiuto il primo trapianto di cuore nell’uomo, uno dei più importanti progressi nella medicina del Novecento e della storia. L’operazione fu realizzata dal chirurgo Christiaan Barnard, destinato a diventare uno dei medici più famosi al mondo.

 

L’impatto che l’operazione ebbe sul mondo della medicina e sull’opinione pubblica mondiale fece sì che il 1968, tra le altre cose, fosse soprannominato “anno del trapianto”: in meno di un anno ne furono eseguiti più di sessanta, non solo in Sudafrica, ma anche in Europa, Stati Uniti, India e Venezuela.

 

Purtroppo l’entusiasmo iniziale venne ben presto smorzato dai primi risultati ben poco incoraggianti soprattutto per le mancate competenze in merito alla terapia del rigetto, che hanno ridotto in modo sostanziale la durata dell’organo trapiantato. Nonostante questo inizio difficile, lo studio e il progresso tecnologico hanno continuato ad avanzare migliorando tecniche, approcci e terapie per i pazienti che vedevano e tutt’oggi vedono nel trapianto la loro unica possibilità terapeutica.

 

La storia del trapianto cardiaco a Niguarda inizia il 23 Novembre 1985 quando venne portato a termine con successo il primo trapianto cardiaco. Da allora sono stati eseguiti più di 1100 trapianti di cuore in De Gasperis, con ottimi risultati e sempre in crescendo.

 

Grazie ad un costante progresso scientifico, gli strumenti a disposizione dei chirurghi, l’organizzazione e la capacità tecnica sono andati sempre migliorando, trasformando la cardiochirurgia di Niguarda in un centro di eccellenza nella terapia dello scompenso cardiaco terminale e del trapianto di cuore.

 

Questo ha permesso al centro De Gasperis di affermarsi come punto di riferimento nello scenario italiano e anche europeo. A questo si sono aggiunte moderne tecnologie, quali quelle che consentono il trasporto del cuore battente in una speciale macchina, disponibili in pochissimi centri a livello europeo o mondiale; tecnologie che hanno permesso di incrementare le possibilità per i pazienti in lista trapianto presso il centro De Gasperis e di migliorare ulteriormente i già ottimi risultati della cardiochirurgia di Niguarda in ambito trapiantologico.

 

Dott. Claudio Russo

07/02/2018