Risonanza Magnetica: nuovo metodo per la diagnostica e la ricerca cardiovascolare

Milano - 14/07/2006

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione “Angelo De Gasperis” e l’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda, per la prima volta in Italia un dipartimento cardiologico viene dotato di una Risonanza Magnetica Cardiovascolare (RMC) interamente dedicata, non solo a scopo di ricerca ma anche per la diagnosi e la cura delle patologie cardiovascolari, prima causa di morte nel mondo occidentale. Questa scelta risponde alla necessità di inserire le tecnologie diagnostiche più avanzate nell’ambito di un percorso di cura. Ciò garantisce appropriatezza ed efficacia di utilizzo.

Questa innovazione trova la sua collocazione ideale nel Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia “De Gasperis”, centro di eccellenza in Italia ed all’estero per la cura delle malattie cardiovascolari dell’età adulta e pediatrica.

Inizialmente utilizzata a beneficio dei pazienti ricoverati al Centro De Gasperis, ad oggi circa 200, dal prossimo autunno la RMC diventerà una realtà disponibile a tutti i pazienti per i quali vi sia indicazione, nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale.

Qual è il valore aggiunto di questa nuova tecnologia?
La RMC permette una visione dettagliata e in tempo reale dell’anatomia e dello stato di funzionamento dell’apparato cardiovascolare. Per cardiologi e cardiochirurghi italiani, e per i loro pazienti, si tratta di una svolta epocale.

“La possibilità di un’esplorazione tridimensionale completa e approfondita in fase diagnostica permette al cardiologo di individuare con precisione e tempestività la zona d’intervento e di segnalarla al cardiochirurgo già in fase pre-operatoria”, afferma il dott. Ettore Vitali, cardiochirurgo, Direttore del Dipartimento De Gasperis. “Questo significa avere ben chiara la situazione prima ancora dell’eventuale intervento, un vantaggio inestimabile. Soprattutto, la RMC è l’unico esame attualmente in grado di analizzare la vitalità e la funzionalità miocardica con un livello di definizione estremamente dettagliato dello stato tissutale. Senza contare il vantaggio dell’assenza di esposizione a radiazioni e di non richiedere la somministrazione di mezzo di contrasto potenzialmente tossico per il paziente. Per fare un paragone, chi viene sottoposto ad una TAC assorbe la stessa quantità di radiazioni di 800 lastre al torace, mentre con la RMC tali effetti negativi si azzerano. Inoltre, gli esiti dell’esame sono immediatamente disponibili all’analisi del cardiologo, permettendo degenze più brevi con ovvi benefici per i pazienti e le loro famiglie”.

La RMC sfrutta in modo innovativo una tecnologia già nota, quella della Risonanza Magnetica, totalmente innocua per i tessuti biologici, permettendo quindi degli esami approfonditi e non invasivi rispetto ai metodi sinora utilizzati. Grazie al potere di risoluzione del dettaglio anatomico e la possibilità di esplorare tutti i distretti vascolari, la RMC rappresenta un ottimo strumento anche per la ricerca in campo cardiologico.


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27/07/2006

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