Cardiologia 1 Emodinamica


Emodinamica e Cardiologia Interventistica al Centro A. De Gasperis: dai primi cateterismi cardiaci nei vizii congeniti all’angioplastica d’emergenza nell’infarto miocardico acuto; dal palloncino agli stent medicati.

Dott. Irene Bossi con la collaborazione del Prof. Fausto Rovelli


Nel 1895 Roentgen scoprì i raggi X e aprì la strada allo sviluppo della radiologia.

Nel 1929 W. Forssmann fu il primo a eseguire un cateterismo cardiaco in una persona vivente, inserì infatti un catetere da 65 cm nella vena del suo braccio sinistro e guidò il catetere usando i raggi X, fino al proprio cuore destro. Una nuova era nata per studiare le pressioni cavitarie e la funzione cardiaca, in particolare nei pazienti con vizi congeniti.

Nel 1959 Sones eseguì la prima coronarografia utilizzando una tecnica che prevedeva l’isolamento chirurgico della arteria del braccio e l’iniezione selettiva nella coronaria di un mezzo di contrasto radio opaco per rendere le arterie visibili ai raggi X. La possibilità di vedere le coronarie permise di guidare i cardiochirughi negli interventi di bypass aortocoronarico.

All’Ospedale Niguarda nacque nel 1954 la prima Divisione di Chirurgia Toracica d’Italia e accanto alle sale operatorie, la radiologia fu attrezzata per il cateterismo cardiaco e per l’angiocardiografia. Per la prima volta un cardiologo fu affiancato ai chirughi toracici.

Gli anni ’50 e ’60 furono anni importanti per la Cardiologia e la Cardiochirurgia: nel 1956 fu eseguito dal Prof. De Gasperis il primo intervento “a cuore aperto” in circolazione extracorporea in Italia.
Nel 1962 il Prof. Angelo De Gasperis morì all’età di 52 anni e il Consiglio di amministrazione dell’ospedale deliberò l’istituzione di due Divisioni: una di Chirurgia Toracica e Cardiovascolare ed una di diagnostica cardiochirurgica che successivamente divenne la Divisione di Cardiologia.
Così prese vita alla fine del 1962 il Centro A. De Gasperis. Si svilupparono in quegli anni soprattutto le ricerche emodinamiche con l’esplorazione, mediante cateteri, del cuore sinistro, con le contrastografie selettive, con la registrazione fonocardiografica dei potenziali elettrici intracardiaci e, infine con le prime coronarografie.

Gli anni successivi, gli anni ’70, furono caratterizzati dalla “esplosione” del problema coronarico. Alla già intensa attività cardiochirurgica di correzione dei vizi congeniti e delle malattie valvolari, si aggiunsero le operazioni di bypass aorto-coronarico che in quegli anni era l’unico modo per rivascolarizzazare il cuore.
Verso la fine degli anni ’70, tuttavia nuove scoperte stavano per migliorare il trattamento della malattia coronariche. Nel 1977 infatti Andreas Gruentzig, un medico tedesco, eseguì la prima angioplastica coronarica dilatando con un palloncino miniaturizzato un restringimento nella coronaria sinistra di un giovane uomo di 39 anni, dimostrando che era possibile lavorare con sicurezza nelle arterie del cuore di un uomo sveglio e cosciente e trattare la malattia cardiovascolare con un metodo meno traumatico della cardiochirurgia. Era stato aperto in questo modo un nuovo campo: la Cardiologia Interventistica. Da allora sono stati fatti notevoli progressi, perfezionando la tecnica inaugurata da Gruentzig.

Nel 1984 Hartzler eseguì la prima angioplastica coronarica in corso di infarto miocardico riaprendo l’arteria occlusa dal trombo.

Nel 1986 sono stati introdotti gli stent endocoronarici che hanno consentito di rendere più sicure ed efficaci a partire dall’inizio degli anni ’90 le procedure di dilatazione coronarica. Si è assistito quindi all’“esplosione” delle procedure interventistiche coronariche e ad un progressivo declino degli interventi di bypass.

Nel 2000 infine sono stati sviluppati gli stent a rilascio di farmaco che consentono di ottenere risultati più duraturi nel tempo.


Il Centro A. De Gasperis è stato trai primi in Italia ad eseguire angioplastiche coronariche, la prima procedura è stata infatti la dilatazione con palloncino di una coronaria destra nell’estate del 1981.
Dagli inizi degli anni ’90 sono stati introdotti gli stent per migliorare la sicurezza e i risultati a distanza delle procedure interventistiche coronariche, e dalla metà degli anni ‘90 si è assistito alla progressiva crescita dell’utilizzo di stent endocoronarici. Attualmente gli stent sono utilizzati in più del 90% delle procedure, e dal 2002 sono stati introdotti gli stent a rilascio di farmaco che stanno progressivamente sostituendo gli stent metallici nelle lesioni più complesse.

L’attività di angioplastica d’emergenza per curare l’infarto miocardico acuto è iniziata al Centro A. De Gasperis in casi selezionati sin dalla fine degli anni ’80 con un’iniziale collaborazione nei casi più complessi anche con i colleghi della cardiochirugia.
Dal 1997-1998 tutti i pazienti con infarto miocardico acuto che giungono al Centro A. De Gasperis sono trattati in emergenza con angioplastica primaria, cioè con la riapertura della coronaria colpevole.

Il Centro A. De Gasperis è, inoltre, il Centro Coordinatore del Progetto Milano di gestione dell’emergenza cardiologica per l’intera città e l’hinterland milanese.


Nel 2015 sono stati eseguite al Centro A. De Gasperis 1843 procedure, di cui 1673 coronarografie, di cui 714 PTCA (di cui 127 primarie); 76 TAVI .

 

Attività Dipartimento Cardiotoracovascolare
A. De Gasperis - 2017

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