Checkup e terapie: La prevenzione: arma vincente nelle cardiopatie

La lista del cardiopatici che attendono un intervento chirurgico rappresenta da sempre una delle preoccupazioni maggiori per i responsabili delle divisioni cardiochirurgiche, ma soprattutto per chi il problema lo vive sulla propria pelle, da ammalato.

E' tuttavia noto che anche se nel tempo il numero di pazienti in attesa di intervento non è diminuito, si è modificato il tipo prevalente di cardiopatia che il cardiochirurgo deve correggere.

Nel passato, fino a 15-20 anni fa, il maggior numero di pazienti in lista di attesa aveva una valvulopatia acquisita, quasi sempre di origine reumatica; attualmente invece i coronaropatici rappresentano la categoria di gran lunga più numerosa.
Molteplici sono le cause di questa variazione ma quella più importante è rappresentata dalla validità della prevenzione della valvulopatia, che è risultata finora meno efficace nei confronti della coronaropatia.

Nel primo caso il miglioramento del tenore di vita (abitazioni confortevoli, alimentazione e abbigliamento adeguati), accanto alla disponibilità di antibiotici, ha consentito di sradicare la malattia reumatica che era la più frequente causa di valvulopatia.
Nel secondo caso vediamo paradossalmente che proprio quei miglioramenti che hanno consentito di vincere il reumatismo acuto e di determinare anche un aumento della vita media, hanno delle responsabilità nel provocare una maggiore incidenza di cardiopatia ischemica.

Ciò non significa che di profilassi si può morire, come qualche spiritoso amante del paradosso potrebbe sostenere. Al contrario, serve a sottolineare come la prevenzione rappresenti il mezzo più importante per non ammalarsi. Tra i fattori di rischio di malattia coronarica vi sono infatti le abitudini di vita scorrette, proprio quelle non consentite alle popolazioni povere: in particolare la super alimentazione e il fumo, accanto alla sedentarietà.

Con il miglioramento del tenore di vita, queste cattive abitudini si sono molto diffuse anche nel nostro paese, come in tutti i paesi ricchi e ad elevato sviluppo.

Nel campo della malattia coronarica una corretta profilassi comprende anche la eliminazione degli eccessi e delle abitudini controproducenti, che invece sono stimolati da atteggiamenti di moda o da inviti più o meno espliciti "ad esagerare".

Perché anche la cardiopatia ischemica in tutte le sue manifestazioni cliniche possa avere una incidenza minore, occorre che la profilassi ad hoc venga applicata con precisione.

E' vero che in questo settore, contrariamente a quello delle valvulopatie, la profilassi tende a incidere su alcuni discutibili piaceri della vita, ma è altrettanto vero che esiste uno stretto rapporto tra i fattori di rischio che ho citato e la malattia. A riprova di questa osservazione vi sono numerosi dati statistici derivati da indagini eseguite su vaste popolazioni, che hanno dimostrato una importante ed incoraggiante riduzione delle coronaropatie, conseguente alla abolizione del fumo e ad una minore ingestione di calorie.

Tornando allo spunto iniziale vediamo come un importante mezzo per ridurre le famigerate liste di attesa (e per togliere lavoro ai cardiochirughi!) è rappresentato dalla prevenzione, tesa ad eliminare i fattori di rischio cardiovascolare, che ritengo valga la pena di precisare ancora una volta a costo di essere noioso: riduzione delle calorie nella dieta soprattutto quelle derivate dai grassi animali e abolizione del fumo.

Una sistematica applicazione delle norme adatte a ridurre il rischio di coronaropatia potrà diminuire l'incidenza di questo tipo di cardiopatia, come è già avvenuto a carico delle malattie valvolari.

Autore: Alessandro Pellegrini

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