Attività fisica, non solo: Bambini si nasce sportivi si diventa

Sosteniamo da sempre che l’uomo è nato per muoversi e che l’inattività fisica e la vita sedentaria che ci impone la nostra realtà sempre più meccanizzata sono deleteri per la nostra salute.

Un tempo l’attività sportiva faceva parte delle abitudini del quotidiano in quanto i bambini camminavano per andare a scuola, saltavano e giocavano a pallone nei cortili, si arrampicavano sugli alberi e correvano nei prati; oggi tutte queste attività spontanee nei tempi e nei modi sono state sostituite da miriadi di proposte sportive cristallizzate in griglie di orari, età e capacità differenti. E spesso quello che dovrebbe essere un atteso momento di svago, di gioco importante per la crescita fisica e psichica del bambino diventa un altro impegno.

Ed è questo che va assolutamente evitato; lo sport per i bambini compresi tra i 6 e i 12 anni deve essere presentato come attività ludica, come gioco che abbia l’obiettivo di sviluppare in modo armonico ed equilibrato tutte le loro capacità motorie e di coordinazione. Solo in un secondo tempo quando l’amore per lo sport scelto è ben radicato e quando il giovane sportivo è più “maturo” si può ricercare il perfezionamento tecnico che ogni disciplina richiede.

Sappiamo tutti che le malattie cardiocircolatorie nel mondo occidentale sono causate principalmente da cattive abitudini tra cui l’obesità e una vita eccessivamente sedentaria e che muoversi, fare dell’attività sportiva è una delle sane abitudini che vanno prese fin da bambini. Ma come fomentare l’amore del bambino verso uno o più sport?

Si dovrebbe, nei limiti, assecondare le sue scelte e non costringerlo a praticare uno sport che proprio non gli piace. Affidarlo poi ad una seria società sportiva che rispetti le esigenze del bambino adeguando le proprie tecniche sportive a quelle del bambino e non viceversa: oggi si tende ad esacerbare tutto, ad affrettare troppo i tempi per ottenere, magari, un piccolo campione ma se non si rispettano i tempi di gioco e di puro divertimento come lo sport a quest’età dovrebbe essere, tanti ipotetici futuri sportivi si perderanno per strada con grande danno per la loro salute e per il mondo sportivo.

Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che lo sport, specialmente quello di squadra, rappresenta per il bambino un’occasione di confronto con i coetanei, di fiducia nelle proprie capacità, di accettazione delle regole e aumenta lo spirito di collaborazione e di sacrificio: è un momento di crescita anche emotiva cui nessun bambino dovrebbe rinunciare!

Autore: Susanna Costanza

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