Alimentazione: Cibi light

Anche l’alimentazione, come molte altre cose, è soggetta a mode e una di queste è rappresentata dal consumo di cibi cosiddetti "light", letteralmente "leggeri".

Nelle pubblicità siamo abituati a vedere persone felici che gustano grandi quantità di questi alimenti sentendosi pieni di energie e vitalità, non appesantite né assonnate - cosa che accade, invece, dopo pasti eccessivi. In realtà, si tratta di immagini fuorvianti e ingannevoli perché mostrano, comunque, cibi molto calorici (formaggi, burro, maionese, ecc.) ai quali è stata certamente tolta una percentuale di grasso o di zuccheri, ma non abbastanza da farne un cibo davvero leggero.

Sulla confezione viene evidenziata spesso la percentuale di grasso in meno contenuta, omettendo, invece, di segnalare quella residua e questo può indurre i consumatori a commettere errori di valutazione.

Chi ha problemi di colesterolo, ad esempio, deve limitare il consumo di formaggi, ma può ritenere cosa possibile mangiare intere confezioni di formaggi light, senza sapere esattamente quanti grassi sta assumendo. Inoltre, sostituire lo zucchero con dolcificanti artificiali provoca uno strano meccanismo: il cervello, sentendo un sapore dolce, ordina la produzione di insulina per equilibrare il livello di glucosio nel sangue, ma se non ne trova stimola la sensazione di fame, favorendo l’accumulo di grassi nel tessuto adiposo. Questo accade perché il cervello si aspetta alcune sostanze nei cibi e quando non le trova provoca la sensazione di fame con la conseguenza che alla fine si mangia più del dovuto.

Un altro aspetto da considerare nei cibi light è il gusto. Riducendo grassi e zuccheri si modifica il sapore degli alimenti ai quali bisogna conseguentemente aggiungere additivi artificiali, la cui presenza può allarmare i consumatori. In realtà in Italia i controlli sugli additivi sono molto stretti e prevedono, ad esempio, l’aggiunta come dose massima di un centesimo delle quantità massime di additivi che nei test sugli animali non hanno provocato alcun effetto nocivo. Inoltre, sono spesso indicati come additivi elementi naturali che però non sono presenti di consueto in un certo alimento e fra questi ricordiamo: l’acido ascorbico che è poi la vitamina C, il tocoferolo (vitamina E), i monogliceridi e la gelatina.

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