Alimentazione: Perdere peso, non il piacere della tavola

Un po’ per moda, un po’ per vanità, dopo l’inverno si pensa a come rimodellare, nei limiti del possibile, il proprio fisico in vista dell’estate, del costume da bagno, e della voglia di muoversi per godere le belle giornate alle porte.

Controllare il proprio peso è un’iniziativa altamente salutare, come dimostrato da una serie di studi che hanno evidenziato come le donne con il punto vita molto largo, siano più a rischio d’infarto delle altre.

Per questo è bene liberarsi dei chili di troppo accumulati durante la gravidanza ed evitare gli aumenti di peso eccessivi, soprattutto invecchiando. E’ importante mantenere una dieta a basso contenuto di grassi e fare molta attività fisica: se si ha poco tempo da dedicare allo sport bisogna ottimizzarlo, aumentando l’intensità degli esercizi a scapito della loro durata, per mantenere comunque una buona struttura muscolare.

Quando si parla di diete si pensa ai chili di troppo, ma raramente si è consapevoli del numero di chili di cui occorre sbarazzarsi. il quale si costruisce dividendo il proprio peso espresso Il proprio peso ideale viene ricavato a partire dall’indice di massa corporea, il quale si costruisce dividendo il proprio peso espresso in Kg per la propria altezza espressa in metri ed elevata al quadrato: Kg/m*m.

Attenzione che l’indice di massa corporea non analizza l’effettiva composizione del proprio corpo, diversa nei soggetti muscolosi.

Semplici consigli, adatti a tutti, derivano dal buon senso: considerando che qualunque cibo contiene energia e che quella non utilizzata viene accumulata dal nostro organismo sotto forma di grasso, dimagrire significa eliminare le scorte. Ciò è possibile mangiando meno di quello che serve al normale fabbisogno (circa 2500 calorie per l’uomo e 2100 per la donna). Non serve, e addirittura può essere dannoso, eliminare completamente un alimento perché il segreto sta nel far diventare un’abitudine l’avere un’alimentazione varia e nelle giuste quantità.

Nel caso in cui emerga di aver bisogno di una perdita di peso importante, è bene rivolgersi a un dietologo che saprà consigliare i cibi indicati a seconda della presenza di particolari patologie, cardiache o meno. Infatti, spesso si sottovaluta il fatto che quanto mangiamo influenza, in modo positivo o negativo, anche l’effetto dei farmaci.

Chi assume medicinali per il cuore, dovrebbe cercare di eliminare le pietanze saporite: il sale, i formaggi stagionati e i salumi ne riducono l’effetto.

Fanno bene, al contrario, gli agrumi in generale e il pompelmo in particolare, consigliato in tutte le terapie cardiache. Anche le vitamine vanno controllate: i cibi ricchi di vitamina K, come il tuorlo d’uovo, i cavoli, i cavolfiori e gli spinaci, annullano l’efficacia terapeutica degli anticoagulanti, mentre le sostanze che contengono vitamina E, come la margarina, gli oli di semi, ne rinforzano l’azione. Il potassio delle banane, infine, non è indicato nelle terapie contro la pressione alta. La cura per il proprio corpo deve far parte della vita quotidiana, anche quando ci si mette a dieta perché seguire un regime alimentare indicato o imposto crea stress e ansia, elementi che possono essere contrastati, favorendo al contempo l’eliminazione di peso e tossine.

È consigliabile iniziare la giornata con un po’ di ginnastica dolce: pochi minuti di cyclette, qualche sforbiciate con le gambe verso l’alto e una serie di flessioni.

Importante per la buona riuscita degli esercizi è la respirazione: inspirando il sangue si carica di ossigeno che, con l’espirazione, libera l’organismo dalle tossine.

Si passa poi, a una bella doccia, alternando getti caldi a getti freddi, perché questo, oltre a risvegliare la microcircolazione sanguigna, contribuisce a mantenere i tessuti cutanei più sodi ed elastici.

Il momento migliore da dedicare all’attività sportiva è quello che va dalle 13 alle 17, quindi, si può andare a fare una corsa, una passeggiata in bicicletta o una partita a tennis.

Se l’età o le condizioni fisiche non lo permettono, basta camminare di buon passo: sono sufficienti 20 minuti per risvegliare il metabolismo.

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