Cardiologia nucleare: Cardiologia nucleare - il test

Il cuore e’ un muscolo che funziona con ossigeno trasportato dal sangue mediante due arterie, le coronarie. La cardiologia nucleare misura la quantita’ di sangue che arriva al cuore (perfusione miocardica), utilizzando traccianti radioattivi che si distribuiscono nel muscolo cardiaco come il sangue.

Nel nostro Ospedale il test viene eseguito presso l’Unita’ Operativa di Medicina Nucleare con un protocollo che dura due giorni.

Il primo giorno viene fatta una iniezione di una piccola quantita’ di tracciante radioattivo (equivalente alla esposizione di una radiografia all’intera colonna vertebrale) che si deposita nel cuore.

Si eseguono particolari “fotografie” del cuore con una macchina chiamata SPECT che ruota attorno al torace, costruendo una immagine bidimensionale del cuore che permette di vedere come si e’ distribuito il tracciante nel muscolo. Le aree dove non arriva sangue (per esempio nelle zone di vecchi infarti dove esiste soltanto una cicatrice), appaiono come buchi neri, mentre le aree normalmente irrorate appaiono colorate.

Il giorno dopo si esegue una prova da sforzo con la pedana mobile (treadmill). Al culmine dello sforzo viene iniettato nel braccio, attraverso una cannula di plastica precedentemente inserita, una nuova piccola quantita’ di tracciante radioattivo. Il tracciante si distribuisce di nuovo nel cuore ma se lo sforzo ha provocato aree di ischemia (cioe’ aree dove a causa di ostruzione non arriva abbastanza sangue), queste aree appariranno come zone dove il colore e’ assente (nero) o pallido rispetto alle adiacenti normali. Confrontando le immagini basali del I giorno con quelle ottenute dopo lo sforzo si possono ottenere importanti informazioni sulla perfusione miocardica (distribuzione del sangue nel cuore) e sulle zone sofferenti dove e’ possibile programmare un intervento di rivascolarizzazione (by-pass o angioplastica con il palloncino).

Nel corso del test ergometrico e’ molto importante raggiungere un’adeguata frequenza cardiaca per ottimizzare la distribuzione del tracciante radioattivo nel cuore. E’ necessario il raggiungimento dell’85% della frequenza cardiaca massima teorica (220-l’eta’). Per tale motivo e’ importante essere in grado di sostenere l’esercizio fino ad un carico di lavoro abbastanza elevato (in grado di sviluppare la frequenza richiesta) e sospendere ogni terapia che rallenti la frequenza cardiaca (beta-bloccante, diltiazem, digitale). I farmaci beta-bloccanti utilizzati per l’ipertensione arteriosa (atenololo, metoprololo) devono essere sospesi almeno 4 giorni prima del test e sostituiti con farmaci adeguati (ad esempio enalapril, furosemide, idroclorotiazide) per evitare che il mancato raggiungimento della frequenza renda inutile il test e che la pressione arteriosa resti fuori controllo.

Nei pazienti che per motivi vari non possono eseguire il test ergometrico si utilizzano farmaci che hanno lo scopo di provocare una situazione di incremento dell’apporto di sangue al cuore.

I farmaci comunemente impiegati sono il dipiridamolo e la dobutamina.

Il dipiridamolo e’ un farmaco ben tollerato che aumenta il flusso di sangue nelle coronarie e puo’ provocare ischemia se sono presenti ostruzioni significative. Il test viene eseguito in posizione supina, il farmaco viene iniettato in 4 minuti con monitoraggio della pressione arteriosa e delll’elettrocardiogramma. Dopo 8 minuti si inietta il tracciante radioattivo e quindi si acquisiscono le immagini con la SPECT come nel caso del test ergometrico. In altra giornata viene eseguita l’acquisizione delle immagini di base.

Dal confronto delle immagini di base e di quelle acquisite dopo l’azione del farmaco si ottengono utili informazioni sulla per fusione del cuore.

Poiche’ il dipiridamolo e’ inattivato dalla caffeina e dalla teina e’ indispensabile non assumere the’ o caffe’ nelle 12 h precedenti l’esame. E’ importante sospendere i farmaci antianginosi (cerotto di nitroderivato, mono-isosorbide dinitrato, diltiazem) perche’ possono interferire con il dipiridamolo, vanificandone gli effetti di incremento dell’apporto di sangue al cuore.

Il dipiridamolo e’ controindicato nei pazienti sofferenti di asma bronchiale, per i quali viene generalmente utilizzata la dobutamina. Questo farmaco provoca l’aumento dell’apporto di sangue al cuore in modo indiretto perche’ aumenta la frequenza cardiaca (battiti/minuto) e la pressione arteriosa. Il test viene condotto incrementando la velocita’ di infusione del farmaco di 3 minuti in 3 minuti fino ad ottenere la frequenza cardiaca desiderata (in genere l’85% della frequenza cardiaca massima teorica). E’ opportuna lo sospensione dei farmaci che interagiscono sulla frequenza cardiaca con i beta-boccanti (atenololo, metoprololo) e i calcio-antagonisti (diltiazem), almeno 4 giorni prima. La sospensione deve essere programmata con cura sotto controllo medico per evitare pericolosi effetti di rimbalzo della pressione arteriosa.

Indicazioni alla scintigrafia perfusionale miocardica da sforzo:
  • Pazienti con prova da sforzo dubbia o con ECG poco interpretabile

  • Screening per miocardio vitale in previsione di intervento di by-pass

  • Screening per pazienti a rischio prima di interventi di chirurgia non cardiaca


  • Indicazioni alla scintigrafia perfusionale miocardica con dipiridamolo:
  • Pazienti con blocco di branca sinistra all’ECG basale

  • Pazienti con pace-maker

  • Pazienti non in grado di sostenere la prova da sforzo

  • Pazienti nei quali e’ controindicata la sospensione dei beta-bloccanti (gravi ipertesi)


  • Indicazioni alla scintigrafia perfusionale miocardica con dobutamina:
  • Pazienti sofferenti di asma bronchiale incapaci di sostenere la prova da sforzo

  • Screening per pazienti a rischio prima di interventi di chirurgia non cardiaca
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    Autore: Alberto Roghi