Diagnostica primaria: Il test cardiorespiratorio

Nel corso di uno sforzo, il corpo umano consuma ossigeno e produce anidride carbonica.

Il test cardiorespiratorio misura con precisione questi elementi attraverso un test ergometrico che viene effettuato con la bicicletta (ergometro) o con la pedana mobile.

La misura dei gas viene effettuata con un boccaglio (simile a quello utilizzato dai subacquei) che viene stretto tra i denti. La respirazione avviene solo dalla bocca e per tale motivo il naso viene chiuso con apposito stringinaso. Al boccaglio e’ collegato un apparecchio di plastica (flussimetro) che misura il flusso d’aria, la quantita’ di ossigeno consumata e quella di anidride carbonica prodotta.

Il test al cicloergometro prevede l’incremento dello sforzo secondo un andamento continuo, cioe’ con un lievissimo e progressivo “indurimento” della pedalata ottenuto attraverso un freno elettromagnetico che distribuisce il carico lungo l’intero periodo di esercizio.

Questo protocollo, chiamato “rampa continua”, consente anche ai pazienti piu’ gravi di svolgere l’esercizio fisico fino al limite delle loro possibilita’.

Nel corso del test viene monitorizzata la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca ed il tracciato elettrocardiografico come nel test ergometrico tradizionale.

Per evidenti motivi il paziente non puo ‘ parlare ma deve comunicare a gesti. Il medico interrompe il test quando viene raggiunto il massimo della capacita’ di lavoro oppure se subentrano criteri di interruzione comuni ad ogni test ergometrico : aritmie, modificazioni di significato ischemico dell’elettrocardiogramma, disturbi soggettivi del paziente come vertigini o dispnea o affaticamento eccessivo.

Nel referto vengono indicati il picco di consumo di ossigeno raggiunto ed il valore relativo (espresso in percentuale) rispetto al riferimento calcolato per un soggetto della stessa fascia di eta’. I valori di picco di ossigeno inferiori a 10 significano una grave riduzione della riserva cardiopolmonare, tra 10 e 15 una riduzione moderata, oltre i 15 una riduzione lieve.

Indicazioni al test:
  • pazienti affetti da gravi cardiomiopatie (malattie del muscolo cardiaco primitive o secondarie a infarto miocardico o a malattia delle valvole) in screening per trapianto cardiaco.

  • Pazienti affetti da gravi cardiomiopatie dopo impianto di pace-maker bicamerale o di altro tipo

  • Pazienti affetti da cardiomiopatie per controllo dell’efficacia del trattamento farmacologico

  • Pazienti con quadro clinico dubbio (ridotta capacita’ di esercizio con lieve compromissione cardiovascolare)



  • Non indicazione al test:
  • Capacita’ di lavoro massimale (e’ sufficiente il test ergometrico tradizionale)
  • Stabilita’ del quadro clinico-funzionale




  • Autore: Alberto Roghi