Diagnostica primaria: Test ergometrico per la popolazione in generale, non cardiopatici

Il test ergometrico, come tutti i test in medicina, e' molto lontano dalla perfezione, cioe' dalla capacita' di individuare correttamente tutti e soltanto i pazienti affetti da malattia.

Nel caso ideale di un test che sia capace di individuare tra 100 soggetti malati tutti i 100 pazienti, si parla di sensibilita' del 100%.
Nel caso di un test che dia risultato negativo (cioe' di non malattia) in 100 soggetti sani, si parla di specificita' del 100%. Un tale test in medicina non esiste.

Questo fatto espone ogni test al limite di non individuare tutti i soggetti affetti da una malattia (falsa negativita' del test) e di individuare come malati alcuni soggetti sani (falsa positivita' del test).
Per tale motivo e' necessario eseguire soltanto test realmente necessari per evitare il rischio di incorrere in questi errori intrinseci ad ogni valutazione medica.

Il test ergometrico quando viene utilizzato a scopi diagnostici per individuare malati affetti da cardiopatia ischemica (dolore al petto sospetto per ostruzione delle coronarie) ha una sensibilita' compresa tra il 65% ed il 75% a seconda della gravita' della cardiopatia in esame, ed una specificita' del 90%. Cio' vale a dire che il test risulta falsamente "normale" per 25-35 soggetti che in realta' sono affetti da ostruzioni importanti delle coronarie e falsamente positivo (cioe' anormale) per 10 soggetti sani.

Inoltre, la sensibilita' del test e' influenzata dalla frequenza della malattia nella popolazione in studio: se il test viene eseguito, ad esempio, in una popolazione di giovani donne sane, la probabilita' che una test positivo per ischemia miocardica sia reale e' estremamente bassa (inferiore al 30%) mentre e' molto elevata la probabilita' che il test sia un falso positivo (superiore al 90%).

Al contrario, se viene sottoposta al test un gruppo di soggetti ad altissimo rischio per cardiopatia (maschi, fumatori, diabetici, con colesterolo elevato, ipertensione arteriosa, sovrappeso), la sensibilita' del test aumenta (cioe' il numero di soggetti correttamente individuati come malati), ma si riduce la specificita' (cioe' il numero di soggetti correttamente individuati come sani). In questo gruppo a rischio elevatissimo, il test ergometrico "normale" non deve lasciare tranquilli e puo' rappresentare un falso negativo.

Dunque, con buona pace dei cultori del check-up, il test ergometrico in assenza di un preciso sospetto diagnostico in un soggetto sano e' inutile e controindicato per il rischio di uno scorretto inquadramento clinico e l'avvio di costosi e inutili iter diagnostici o terapeutici.


Autore: Alberto Roghi